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lunedì 14 luglio 2008

La testa nel pallone: la lotteria dei rigori


Molti considerano il calcio di rigore un gesto " più emozionale che tecnico ", dall’esito necessariamente incerto, la famosa " lotteria dei rigori ".

Bizzarra la decisione di alcuni: fare a meno di allenarsi a tirare i rigori " perché in partita è diverso ".

La decisione è bizzarra perché nei momenti di stress, quando siamo sottoposti a forti tensioni, riusciamo a fare bene solo quello che sappiamo fare particolarmente bene, ciò che ci viene AUTOMATICAMENTE: è un buon motivo per allenarsi molto con i rigori, fino a segnarli anche a occhi chiusi!

E’ poi evidente che in alcuni manca ancora la consapevolezza di poter allenare le abilità emotive così come si allenano quelle tecnico-fisiche.

Proprio oggi ho letto la spiegazione di un famoso allenatore: " E' solo questione di nervi e testa, due fattori impossibili da allenare ... ".

Mica tanto: nervi e testa si possono allenare, eccome!

Posso affermare che i calciatori con i quali ho 

il piacere di collaborare (dalla serie C alla serie A) 
i rigori li hanno sempre segnati, anche nelle 
competizioni internazionali più importanti.



mercoledì 7 maggio 2008

Calcio ad alta tensione

Il 64% dei calciatori professionisti soffre di ansia e stress.

Risulta da un’indagine realizzata da Eta Meta Research, che ha
coinvolto 124 giocatori
(40% serie A, 54% di serie B e 6% di serie C).

Le cause:
per il 40% è soprattutto la tensione psicologica;
il 30% parla di paura di deludere le aspettative, mentre il 25%
vive costantemente il timore di infortunarsi.

Per il 20% tutto deriva dalla fatica fisica legata al calendario,
sempre più impegnativo.

Il 17,55% segnala invece le continue critiche e pressioni che arrivano dai media.

Fin qui il sondaggio (il sondaggio completo si trova su www.etameta.com).

Questo carico di stress come si riflette sul rendimento in campo?

Solitamente le tensioni si manifestano con rigidità muscolare, batticuore,
respiro affannoso, senso come di oppressione.

Tutto questo porta a difficoltà di concentrazione e quindi fiacchezza,
indecisione, distrazioni, incapacità di scatto, di anticipo, di inserimento,
senso di impotenza…

E’ facile comprendere perché le punte del triangolo vincente sono tre:
preparazione atletica, preparazione tecnico-tattica e preparazione emozionale.